Per molti italiani che studiano l'inglese, “shall” è una di quelle parole che sembrano un po' fuori posto. Si usa solo ogni tanto, spesso in contesti più formali o nell'inglese britannico, e di solito solo quando gli studenti hanno finalmente imparato a usare ‘will’ per parlare del futuro. Per questo motivo, “shall” è spesso visto come antiquato, inutile o semplicemente non degno di attenzione.
Ciò che rende interessante “shall”, però, non è il modo in cui esprime il futuro: nell'inglese moderno, questa è raramente la sua funzione principale. Il suo vero valore sta nel modo in cui influenza l'interazione tra chi parla.






