CONTATTACI
SUMMER ONLINE
Menu
CONTATTACI
SUMMER ONLINE

SPEAK TIPS | Parole da conoscere: “Meme”

by Alessia Ragno, on 15/03/19 18.24

La parola Meme (la pronuncia corretta è miːm) è praticamente inscindibile dal concetto di Internet, ma non tutti sanno che esisteva anche prima del web ed aveva un senso compiuto e profondamente scientifico. Questo “Speak Tips: Parole da conoscere” indaga proprio sull’etimologia della parola, il significato ufficiale e tutte le sue declinazioni negli anni. Lo scopo è aiutarti a ragionare sui vocaboli più usati e sulla loro origine, per migliorare il proprio inglese mantenendosi al passo con la contemporaneità. Perché l’inglese si impara sui libri, a scuola, ma anche con il web e l’esperienza nel listening e nello speaking.

 

Speak, per esempio, offre una Language Immersion per tutti i ragazzi che scelgono di fare una esperienza linguistica in un contesto completamente anglofono ma rigorosamente in Italia. Due camp tra cui scegliere:

per migliorare l’inglese con attività didattiche, conversazioni con coetanei madrelingua inglese e attività all’aria aperta.

Per scoprire i dettagli della stagione 2019 visita speakinitaly.com/teens o contatta direttamente il team all'indirizzo teens@speakinitaly.com

Meme, l'origine

Cercando il termine meme sui dizionari si trova un primo significato risalente addirittura al 1976 come specifica Etymonline:

"an idea, behavior, or style that spreads from person to person within a culture”

La definizione è stata introdotta dal biologo britannico Richard Dawkins che con meme indica, nel suo celeberrimo saggio scientifico “Il gene egoista”, una unità di informazione replicabile. Già si intuisce l’elemento in comune con la moderna accezione: una informazione che si replica e si diffonde velocemente. Secondo questa definizione rigorosa e scientifica si può chiamare meme una moda, una immagine, un trend, insomma un elemento che venga poi condiviso tra i vari individui, riconosciuto e rapidamente diffuso.

MemeNell’idea di Dawkins meme è la contrazione di ‘Mimeme’, termine greco che significa: “ciò che è imitato”. La contrazione a meme è stata scelta perché più facile da pronunciare e perché ha lo stesso suono dell’altro concetto fondamentale del saggio di Dawkins, gene, il gene.

 

L’arrivo di Internet

Con l’arrivo di internet meme ha assunto un significato più specifico: è una immagine, una espressione, una “catchphrase” che assume un carattere virale e viene replicata e condivisa dagli utenti sui social network e nelle proprie piattaforme diventando, di fatto, virale.

Questa la definizione rigorosa del Collins Dictionary:

"a video, picture, or phrase that a lot of people send to each other on the internet."

I meme sono diventati rapidamente un vero e proprio fenomeno culturale e il più delle volte sono contenuti a carattere umoristico replicati con una varietà infinita di personalizzazioni. L’edizione americana di Vice, un magazine di cultura e società, ha dimostrato che, però, un primo meme a contenuto umoristico è stato pubblicato in una strip comica del 1921, vignetta che è stata definita scientificamente “proto meme”, o “The first meme” ad honorem.

This 1921 Proto-Meme Is Eerily Relevant Today 

Si dice che il primo Internet meme sia apparso già negli anni ’90, agli albori del World Wide Web, quando per diffondere certi contenuti non c’erano ancora i social network e si utilizzavano le mail. Un primo esempio di meme dei tempi passati? La Hamster dance:

 

 

te la inviavano in una catena di mail e ti ipnotizzava per ore.

Come dicevamo, può diventare meme un video, una foto, un fotomontaggio, uno screenshot, una gif, anche solo una frase. In questo video trovi un riassunto dei meme più importanti e virali a partire dal 1997, passando per il Keyboard cat, Techno Viking, le Vuvuzelas dei mondiali di calcio 2010 e l’Harlem Shake.

 

I meme del momento

I meme in teoria hanno vita breve perché vengono sostituiti da quelli più recenti, ma capita che resistano al tempo e si rinnovino adeguandosi alle mode. Del 2019 sicuramente ricorderemo quelli più strambi:

i gatti con l’autotune

 

o l’espressione sparking joy di Marie Kondo, una celebrità in Giappone che si occupa di riordino e organizzazione casalinga. Se qualcosa “doesn’t spark joy” allora Marie ti suggerisce di buttarla.

Ed infine il vestito di Emma Stone agli Oscar, un po’ cono gelato, un po’ waffle.

Topics:VocabularySpeak Tipsteenspronunciationmemeinternet

Comments

More...

Iscriviti al blog!